GEPAFIN DA’ CONCRETA ATTUAZIONE ALLE DISPOSIZIONI NORMATIVE IN TEMA DI “WHISTLEBLOWING”

15 Feb 2018

Il whistleblowing, inteso come segnalazione di presunte condotte illecite, rappresenta la possibilità riservata al dipendente pubblico, di segnalare illeciti di interesse generale e non di interesse individuale, di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, in base a quanto previsto dall’art. 54 bis del d.lgs. n. 165/2001 così come modificato dalla legge 30 novembre 2017, n. 179.

Ai fini della disciplina del whistleblowing, per “dipendente pubblico” si intende il dipendente delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001, ivi compreso il dipendente di cui all’articolo 3, il dipendente di un ente pubblico economico ovvero il dipendente di un ente di diritto privato sottoposto a controllo pubblico ai sensi dell’art. 2359 del codice civile.
La  disciplina del whistleblowing si applica anche ai lavoratori e ai collaboratori delle imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell’amministrazione pubblica.

Lo scopo principale del sistema di segnalazione è quello di prevenire, ove possibile, i tentativi di corruzione, riservando alle Autorità Competenti la eventuale repressione dei fatti criminosi commessi.

Le  normative come riassunte nella determinazione ANAC n. 6 del 28 aprile 2015 «Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower)», riconoscono ampie tutele al dipendente che segnala, all’Autorità Giudiziaria o alla Corte dei Conti o all’Autorità Nazionale Anticorruzione o riferendo al proprio superiore gerarchico, condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro (articolo 54-bis d.lgs. n.165/2001).

In particolare non potrà, per nessun motivo, essere rivelata l’identità del dipendente segnalante e, nell’ambito dell’eventuale procedimento penale, la segnalazione sarà coperta nei modi e nei termini di cui all’articolo 329 del codice di procedura penale.

Il dipendente che segnala un illecito non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto a una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro. La denuncia, inoltre, è sottratta all’accesso documentale previsto dagli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 291 del 14 dicembre 2017.

Di converso, la legge n. 179 “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”, che rappresenta l’ultima emanazione normativa in materia, introduce la fattispecie del  dipendente segnalante  che  non avrà diritto alle tutele  nel caso di sua condanna in sede penale (anche in primo grado) per calunnia, diffamazione o altri reati commessi con la denuncia o quando sia accertata la sua responsabilità civile per dolo o colpa grave.

Gepafin ha inteso recepire la citata normativa, come anche quella relativa alla paritetica segnalazione in tema di Antiriciclaggio ai sensi del D.lgs. 90/2017, nominando il Responsabile delle segnalazioni Whistleblowing nella persona del dipendente Marco Piccioni e prevedendo che le segnalazioni possano essere formalizzate come segue:

  • a mezzo posta ordinaria, mediante invio di plico in doppia busta chiusa onde prevenire aperture accidentali, indirizzato a: GEPAFIN SPA – Via Campo di Marte n.9 06124 Perugia – apponendo la dicitura “Riservata al Responsabile delle segnalazioni Whistleblowing”;
  • con mezzo informatico, mediante invio della segnalazione all’indirizzo di posta elettronica “segnalazioni@gepafin.it ” .

La consultazione delle segnalazioni, comunque pervenute, è riservata al Responsabile come nominato; la riservatezza è tutelata dalle norme sopra richiamate. La Funzione preposta, riscontrata la segnalazione, procederà agli approfondimenti e, se del caso, all’ eventuale trasmissione delle risultanze agli Organi competenti preposti.

Si ricorda la possibilità di inviare le segnalazioni direttamente alla ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione mediante accesso al sito web  appositamente predisposto: “https://servizi.anticorruzione.it/segnalazioni/#/” .

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