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Il whistleblowing, inteso come segnalazione di presunte condotte illecite, rappresenta la possibilità riservata al dipendente pubblico, di segnalare illeciti di interesse generale e non di interesse individuale, di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, in base a quanto previsto dall’art. 54 bis del d.lgs. n. 165/2001 così come modificato dalla legge 30 novembre 2017, n. 179.

Ai fini della disciplina del whistleblowing, per “dipendente pubblico” si intende il dipendente delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001, ivi compreso il dipendente di cui all’articolo 3, il dipendente di un ente pubblico economico ovvero il dipendente di un ente di diritto privato sottoposto a controllo pubblico ai sensi dell’art. 2359 del codice civile.
La disciplina del whistleblowing si applica anche ai lavoratori e ai collaboratori delle imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell’amministrazione pubblica.

Lo scopo principale del sistema di segnalazione è quello di prevenire, ove possibile, i tentativi di corruzione, riservando alle Autorità Competenti la eventuale repressione dei fatti criminosi commessi.

Le normative come riassunte nella determinazione ANAC n. 6 del 28 aprile 2015 «Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower)», riconoscono ampie tutele al dipendente che segnala, all’Autorità Giudiziaria o alla Corte dei Conti o all’Autorità Nazionale Anticorruzione o riferendo al proprio superiore gerarchico, condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro (articolo 54-bis d.lgs. n.165/2001).

In particolare non potrà, per nessun motivo, essere rivelata l’identità del dipendente segnalante e, nell’ambito dell’eventuale procedimento penale, la segnalazione sarà coperta nei modi e nei termini di cui all’articolo 329 del codice di procedura penale.

Il dipendente che segnala un illecito non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto a una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro. La denuncia, inoltre, è sottratta all’accesso documentale previsto dagli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 291 del 14 dicembre 2017.

Di converso, la legge n. 179 “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”, che rappresenta l’ultima emanazione normativa in materia, introduce la fattispecie del dipendente segnalante che non avrà diritto alle tutele nel caso di sua condanna in sede penale (anche in primo grado) per calunnia, diffamazione o altri reati commessi con la denuncia o quando sia accertata la sua responsabilità civile per dolo o colpa grave.

Gepafin ha inteso recepire la citata normativa, come anche quella relativa alla paritetica segnalazione in tema di Antiriciclaggio ai sensi del D.lgs. 90/2017, nominando il Responsabile delle segnalazioni Whistleblowing nella persona del dipendente Marco Piccioni e prevedendo che le segnalazioni possano essere formalizzate come segue:

  • a mezzo posta ordinaria, mediante invio di plico in doppia busta chiusa onde prevenire aperture accidentali, indirizzato a: GEPAFIN SPA – Via Campo di Marte n.9 06124 Perugia – apponendo la dicitura “Riservata al Responsabile delle segnalazioni Whistleblowing”;
  • con mezzo informatico, mediante invio della segnalazione all’indirizzo di posta elettronica “segnalazioni@gepafin.it ” .

La consultazione delle segnalazioni, comunque pervenute, è riservata al Responsabile come nominato; la riservatezza è tutelata dalle norme sopra richiamate. La Funzione preposta, riscontrata la segnalazione, procederà agli approfondimenti e, se del caso, all’ eventuale trasmissione delle risultanze agli Organi competenti preposti.

Si ricorda la possibilità di inviare le segnalazioni direttamente alla ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione mediante accesso al sito web appositamente predisposto: “https://servizi.anticorruzione.it/segnalazioni/#/” .

Secondo quanto previsto dall’art. 5 del d.lgs. n. 33/2013, l’accesso civico è il diritto di chiunque di richiedere la pubblicazione di documenti, informazioni o dati per i quali sussistono specifici obblighi di trasparenza, nei casi in cui sia stata omessa la loro pubblicazione.
Pertanto, l’accesso civico si configura come rimedio alla mancata pubblicazione, obbligatoria per legge, di documenti, informazioni o dati sul sito istituzionale (accesso civico “semplice”).

L’art. 5, comma 2, D.Lgs. n. 33/2013, regola inoltre la nuova forma di accesso civico cosiddetto “generalizzato”, caratterizzato dallo “scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico”.
A tali fini dispone che chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione.

Con il nuovo decreto viene così introdotto nel nostro ordinamento un meccanismo analogo al sistema anglosassone (cosiddetto FOIA-Freedom of Information Act) che consente ai cittadini di richiedere anche dati e documenti che le pubbliche amministrazioni non hanno l’obbligo di pubblicare.

In data 1° dicembre 2015 Consiglio di Amministrazione ha nominato Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza il Risk Manager Marco Piccioni, come risulta dal piano triennale per la Trasparenza e l’Integrità.

Le richieste di accesso civico potranno essere presentate al Responsabile della trasparenza tramite:
– posta elettronica: anticorruzione-trasparenza@gepafin.it
– fax: 0755005156
– posta ordinaria

Modello di richiesta di accesso civico
La Società, entro trenta giorni, procede alla pubblicazione nel sito del documento, dell’informazione o del dato richiesto e lo trasmette contestualmente al richiedente, ovvero comunica al medesimo l’avvenuta pubblicazione. Se il documento, l’informazione o il dato richiesti risultano già pubblicati nel rispetto della normativa vigente, la Società indica al richiedente il relativo collegamento ipertestuale.

Registro degli accessi: al momento non sono pervenute richieste di accesso.

REGISTRO ACCESSO CIVICO